«Siamo una famiglia come tante altre che, in un momento e senza avere il tempo di prepararsi, è stata sorpresa dalla malattia».
Comincia così il racconto dei genitori di Ignacio, un ragazzo spagnolo arrivato a Roma nell’agosto del 2025 per partecipare al Giubileo dei Giovani.
Quello che doveva essere un viaggio pieno di entusiasmo si è trasformato improvvisamente in qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere. Dopo essersi sentito male, Ignacio è stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale, dove gli è stato diagnosticato un tumore.
I suoi genitori sono partiti immediatamente dalla Spagna.
«Siamo arrivati senza alcuna garanzia medica ed economica», raccontano. Ad attenderli c’erano la preoccupazione per le condizioni del figlio, la prospettiva di una lunga permanenza a Roma e una serie di problemi concreti da affrontare, senza conoscere la città e lontani dalla propria rete familiare.
Per una famiglia che riceve una diagnosi oncologica pediatrica, infatti, la cura non riguarda soltanto ciò che accade in ospedale. Significa anche trovare un posto in cui vivere, raggiungere con continuità il luogo delle terapie, comprendere procedure e informazioni, orientarsi tra necessità pratiche, economiche e organizzative.
Bisogni diversi, che non possono trovare risposta attraverso un solo servizio o una sola figura professionale.
È stato il personale sanitario dell’Ospedale a mettere la famiglia in contatto con Peter Pan ODV per attivare la rete costruita con Progetto F.A.R.O. – Fuori dall’Ospedale: Aiuto, Risorse e Orientamento.
I genitori di Ignacio hanno potuto contare sul supporto per gli spostamenti e sull’accompagnamento di Sonia, coordinatrice del Presidio Territoriale, che è diventata per loro un riferimento anche nella gestione delle necessità quotidiane.
«Essere parte del progetto è stato molto importante sia per poterci spostare da casa all’ospedale in sicurezza e permettere a nostro figlio di ricevere le cure necessarie, sia perché, ogni volta che avevamo una questione pratica da affrontare, abbiamo sempre ricevuto indicazioni e orientamento».
Il loro racconto mostra concretamente che cosa significa lavorare in rete: non sommare interventi separati, ma mettere in comunicazione competenze, servizi e persone diverse, affinché ogni risposta sia collegata alle altre e costruita sulla situazione specifica della famiglia.
Il personale sanitario ha intercettato il bisogno e segnalato il progetto. Gli operatori del Presidio Territoriale hanno ascoltato la famiglia, individuato le priorità e coordinato gli interventi. Il servizio di trasporto ha garantito la continuità delle cure. I volontari e le realtà della rete hanno offerto vicinanza, informazioni e occasioni di svago, cercando di alleggerire una quotidianità segnata da preoccupazioni e stanchezza.
Quando ai genitori di Ignacio è stato chiesto quale momento ricordassero con maggiore gratitudine, non hanno indicato un singolo episodio.
«In realtà ricordiamo ogni giorno con gratitudine, perché senza il vostro aiuto non sarebbe stato possibile continuare con le cure oncologiche».
Anche le iniziative ricreative proposte alla famiglia hanno avuto un significato importante. Non sempre è stato possibile partecipare, ma sapere di essere coinvolti e considerati anche al di fuori delle necessità sanitarie ha contribuito a farli sentire parte di una comunità.
È questo uno degli obiettivi: garantire continuità tra ospedale e territorio, affinché le famiglie con bambini e adolescenti malati di cancro non debbano affrontare da sole tutto ciò che la malattia porta con sé.
La presa in carico multidisciplinare permette di osservare la situazione nella sua interezza e di intervenire, di volta in volta, sui bisogni sanitari, psicologici, sociali, organizzativi e relazionali. Non una risposta standard, quindi, ma un percorso personalizzato, costruito insieme alla famiglia e reso possibile dalla collaborazione tra enti, professionisti e volontari.
Dopo mesi lontano dalla Spagna, Ignacio ha concluso il trattamento con ottimi risultati e può finalmente tornare a casa insieme ai suoi genitori.
Prima di partire, la famiglia ha voluto lasciare un messaggio di ringraziamento:
«Non è stato facile vivere così a lungo lontano dal nostro Paese. Il vostro supporto è stato fondamentale e ha reso tutto molto più semplice. Possiamo soltanto ringraziarvi e augurarvi di continuare a portare a ogni famiglia una luce di speranza».
Parole che raccontano il valore più profondo di una rete: esserci quando una famiglia si trova improvvisamente davanti a difficoltà che non avrebbe mai immaginato di dover affrontare.
Alla domanda su cosa consiglierebbero a chi oggi vive una situazione simile, i genitori di Ignacio rispondono senza esitazione: chiedere aiuto e rivolgersi alla rete di Peter Pan e del Progetto F.A.R.O., perché nessuna famiglia dovrebbe essere lasciata sola nell’affrontare, oltre alle cure, tutto ciò che accade fuori dall’ospedale.
Dopo la pausa estiva, riparte il percorso di narrazione creativa alla Biblioteca Arcipelago.
Martedì 8 settembre, dalle 17:00 alle 18:30, bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni, accompagnati dalle loro famiglie, potranno partecipare al terzo appuntamento del laboratorio: uno spazio in cui lettura, parole, immagini, disegno e movimento diventano strumenti per esprimersi, incontrarsi e costruire nuove relazioni.
Il laboratorio è aperto a tutta la cittadinanza e nasce proprio per creare occasioni di incontro tra bambini, ragazzi e famiglie con esperienze e percorsi diversi, in uno spazio condiviso nel quale conoscersi, stare insieme e sentirsi parte della comunità.
Lavorare sul territorio significa infatti anche questo: favorire relazioni e opportunità di socializzazione, affinché il difficile percorso di cura non diventi motivo di isolamento per i bambini e gli adolescenti malati di cancro e per le loro famiglie.
Ogni incontro parte da piccoli rituali condivisi: il benvenuto nel gruppo, una lettura animata e dialogica e la costruzione di micronarrazioni personali che, poco alla volta, si intrecciano con quelle degli altri. Tassello dopo tassello, i partecipanti contribuiscono così alla creazione di una storia collettiva che accompagnerà l’intero percorso.
Non è necessario aver partecipato agli appuntamenti precedenti: ogni laboratorio è pensato per accogliere anche chi partecipa per la prima volta.
La partecipazione è gratuita, ma è necessario prenotarsi per il singolo incontro compilando il modulo dedicato.
📅 Martedì 8 settembre 2026
🕔 17:00 - 18:30
📍 Biblioteca Arcipelago - Via Benedetto Croce, 50, Roma
Per partecipare: progettofaro.org/laboratori-di-narrazione-creativa-per-bambini-e-ragazzi-2026/
Per informazioni: faro@peterpanodv.it
Dopo la pausa estiva torna il ciclo di formazione online del progetto F.A.R.O. - Fuori dall’ospedale: Aiuto, Risorse e Orientamento, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.
Il terzo appuntamento è previsto per Venerdì 9 Ottobre, in orario pomeridiano dalle ore 14:00 alle 17:00
Gli interventi saranno dedicati ai temi centrali per l’accompagnamento delle famiglie:
I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta rappresentano un nodo centrale nella presa in carico dei bambini e adolescenti con patologie oncologiche. Ma non sono soli: intorno a loro si sviluppa una rete più ampia fatta di professionisti sanitari, assistenti sociali, associazioni e operatori del terzo settore
In un contesto in cui molte famiglie si spostano da altre regioni per accedere alle cure, rafforzare la connessione tra ospedale e territorio significa offrire un supporto più continuo, accessibile e umano.
Il ciclo formativo nasce proprio per questo: costruire una rete capace di orientare, sostenere e accompagnare le famiglie lungo tutto il percorso, anche fuori dall’ospedale.
Il corso prevede 4,5 crediti formativi per le professioni sanitarie, inclusi gli psicologi, e 2 crediti formativi più 1 credito deontologico per gli assistenti sociali.
👉 Iscriviti al webinar compilando il modulo: www.progettofaro.org/3-webinar-gratuito-con-accreditamento-ecm-per-rafforzare-la-rete-territoriale/
SCARICA QUI IL PROGRAMMA: www.progettofaro.org/wp-content/uploads/2026/06/FARO_Programma9_ottobre.pdf
«La narrazione creativa è, prima di tutto, un modo per entrare in contatto con le proprie emozioni e con gli altri: perché leggere e raccontare sono, essenzialmente, relazione.» (Chiara, operatrice del laboratorio di Narrazione creativa di Progetto F.A.R.O.)
Il laboratorio di narrazione creativa organizzato da Progetto F.A.R.O. è un momento, in cui ritmi, volti, piccoli rituali creano il terreno giusto potersi esprimere. Un benvenuto in gruppo, una lettura animata, una micronarrazione personale che si intreccia con quella degli altri: tassello dopo tassello, per costruire insieme una storia collettiva.
Dopo il primo incontro di maggio, il percorso di narrazione creativa di Progetto F.A.R.O. alla Biblioteca Arcipelago continua: martedì 16 giugno, dalle 17:00 alle 18:30, torniamo ad aprire uno spazio di parole, immagini e racconto per bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni, accompagnati dalle loro famiglie.
La partecipazione è gratuita, ma è necessario prenotarsi per questo specifico incontro tramite il modulo su progettofaro.org/laboratori-di-narrazione-creativa-per-bambini-e-ragazzi-2026/
Non è necessario aver partecipato al primo appuntamento: ogni incontro accoglie anche chi arriva per la prima volta.
Vi aspettiamo martedì 16 giugno alla Biblioteca Arcipelago — Via Benedetto Croce, 50, Roma. (Possibilità di ampio parcheggio)
Per informazioni: faro@peterpanodv.it
Quando la malattia entra nella vita di un bambino, porta con sé spesso qualcosa di invisibile ma pesante quanto la diagnosi: l'isolamento. Le routine si interrompono, il mondo di prima si allontana, e molte famiglie si ritrovano a vivere in una bolla, tra la paura dei contagi, lo sguardo degli altri e la fatica di sentirsi ancora parte di una comunità.
Con Progetto F.A.R.O. si inaugura un nuovo percorso di narrazione creativa, realizzato in collaborazione con le Biblioteche di Roma, pensato per riconnettere le famiglie con bambini e adolescenti oncologici al territorio e rigenerare, attraverso l'espressione e il racconto, la relazione con sé stessi e con gli altri.
Gli incontri si terranno presso la Biblioteca Arcipelago di Roma, uno spazio accogliente e aperto scelto non a caso: un luogo pubblico, vivo, radicato nel quartiere, dove famiglie diverse si incontrano ogni giorno. È proprio questa la scelta di campo del progetto che contrasta l'isolamento e favorisce la socializzazione.
Come racconta Chiara, operatrice del laboratorio: «La narrazione creativa è, prima di tutto, un modo per entrare in contatto con le proprie emozioni e con gli altri: perché leggere e raccontare sono, essenzialmente, relazione.»
Ogni incontro segue una struttura pensata per accogliere e rassicurare: un momento di benvenuto in gruppo, una lettura animata e dialogica, la costruzione di una micronarrazione individuale che si intreccia con quelle degli altri. Le routine si ripetono, ma si adattano ogni volta alla risposta dei partecipanti, perché «la continuità aiuta bambini e adulti a sentirsi a proprio agio, a lasciarsi andare.»
Attraverso lettura, disegno, parole, immagini e movimento, sarà costruita una storia collettiva che diventerà un vero e proprio libro: un segno tangibile del percorso condiviso.
Il percorso è principalmente rivolto a bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni, accompagnati dalle loro famiglie. Ogni laboratorio verrà strutturato adeguandosi all’età dei partecipanti.
Sono 5 incontri gratuiti da fine maggio a ottobre 2026:
Non è necessaria la partecipazione a tutti i laboratori, ma sì può aderire anche solo ad uno o più incontri.
È necessario prenotarsi di volta in volta ad ogni singolo appuntamento.
Per partecipare al prossimo incontro compilare il seguente modulo: progettofaro.org/laboratori-di-narrazione-creativa-per-bambini-e-ragazzi-2026/
Biblioteca Arcipelago — Via Benedetto Croce, 50 · Roma
Per informazioni è possibile scrivere a faro@peterpanodv.it
Mercoledì 20 maggio dalle ore 10:00 alle 13:00 e Venerdì 9 ottobre dalle 14:00 alle 17:00 si terranno rispettivamente il secondo e il terzo appuntamento del ciclo di formazione online del progetto F.A.R.O. - Fuori dall’ospedale: Aiuto, Risorse e Orientamento, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.
Ciascun incontro sarà dedicato ai temi centrali per l’accompagnamento delle famiglie:
Ogni singolo corso è accreditato ECM ed è rivolto a:
medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, infermieri, psicologi, assistenti sociali e operatori del terzo settore che operano nell’ambito dell’oncologia pediatrica territoriale.
I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta rappresentano un nodo centrale nella presa in carico dei bambini e adolescenti con patologie oncologiche. Ma non sono soli: intorno a loro si sviluppa una rete più ampia fatta di professionisti sanitari, assistenti sociali, associazioni e operatori del terzo settore.
In un contesto in cui molte famiglie si spostano da altre regioni per accedere alle cure, rafforzare la connessione tra ospedale e territorio significa offrire un supporto più continuo, accessibile e umano.
Il ciclo formativo nasce proprio per questo: costruire una rete capace di orientare, sostenere e accompagnare le famiglie lungo tutto il percorso, anche fuori dall’ospedale.
👉 Iscriviti al webinar del 20 maggio 2026 compilando il modulo: progettofaro.org/iscrizione-2-webinar-gratuito-con-ecm-per-rafforzare-rete-territoriale/
SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DEL 20/05
👉 Iscriviti al webinar del 9 ottobre 2026 compilando il modulo: sarà presto disponibile
Quando una famiglia riceve una diagnosi di tumore pediatrico, tutto cambia improvvisamente.
Le priorità si spostano, le giornate si riempiono di visite, terapie, spostamenti, domande. E molto spesso, insieme alla paura, arriva anche un senso profondo di smarrimento: a chi rivolgersi? Quali servizi esistono? Come orientarsi tra ospedale, territorio, diritti, supporto psicologico e bisogni pratici quotidiani?
È proprio in questo spazio di fragilità che il progetto F.A.R.O. costruisce ogni giorno qualcosa di concreto: una rete sempre più solida intorno alle famiglie.
Non un singolo servizio, ma un modello di accompagnamento integrato che mette in connessione competenze diverse: operatori sanitari, psicologi, professionisti socio-giuridici, volontari, realtà del terzo settore e strutture territoriali. Un lavoro condiviso che permette alle famiglie di non sentirsi sole nel difficile percorso di cura e di trovare risposte personalizzate ai bisogni che emergono dentro e fuori dall’ospedale.
Grazie al lavoro congiunto di Peter Pan ODV, AIMAC, Fondazione Soleterre, Associazione Irene ODV, Dynamo Camp e alla collaborazione con ospedali, ASL e servizi territoriali, F.A.R.O. accompagna le famiglie dall’inizio delle terapie fino al rientro alla quotidianità, costruendo percorsi su misura fatti di ascolto, orientamento e supporto concreto. Un sistema di continuità assistenziale che guarda alla famiglia nella sua interezza e aiuta ogni nucleo ad attivare le risorse giuste nel momento giusto.
A raccontare cosa significa, nella pratica quotidiana, lavorare dentro questa rete è Sonia, coordinatrice del presidio fin dall’inizio del progetto.
“Quello che proviamo a fare nel quotidiano è garantire alle famiglie una continuità assistenziale tra ospedale e territorio, per contrastare l’isolamento del nucleo familiare in conseguenza della diagnosi di malattia tumorale e lo facciamo accompagnando la famiglia nell’intero percorso, dagli esordi della malattia sino al “rientro” alla normalità.
Ogni famiglia richiede un approccio differente e manifesta bisogni differenti e complessi anche in base al diverso contesto che lo contraddistingue, sia dal punto di vista sanitario, sociale ed economico.
E proprio per il diversificarsi di situazioni, contesti e bisogni, è stato sin da subito per noi operatori necessario creare una “rete”, perché il confronto fortifica, perché solo mettendo insieme le diverse competenze è possibile contribuire ad alleviare e/o risolvere problemi, perché grazie alla centralità e alla solidità delle connessioni tra professionisti, siamo in grado di strutturare il modello che realizza la presa in carico della famiglia a 360°.”
Le famiglie seguite da Sonia e dal team del presidio, parlano di una presenza “concreta, empatica e vicina”. Molti genitori hanno raccontato di essersi sentiti “accolti e accompagnati passo dopo passo”, confermando la capacità del progetto di attivare diversi punti di ingresso e di intercettare bisogni eterogenei grazie alle diverse competenze integrate messe a disposizione.
La maggior parte delle famiglie che richiedono i servizi offerti dal progetto F.A.R.O. sono indirizzate dagli operatori ospedalieri. La relazione tra questi ultimi e i professionisti del progetto costituisce il motore del cambiamento: un approccio basato su competenza, fiducia reciproca e comunicazione costante, che permette di adattare l’offerta di supporto ai bisogni reali e mutevoli dei beneficiari
Continua Sonia: “Ritengo che il detto per cui “l’unione fa la forza” sia nel nostro lavoro più che mai vero e soprattutto necessario. Mi sento di dire che si è creata un’alleanza e un’affinità elettiva tra tutti i professionisti coinvolti nel Progetto, parliamo la stessa lingua ed abbiamo lo stesso scopo: individuare e comprendere i bisogni e le esigenze di ogni famiglia e accompagnarla nel percorso di cura. Le famiglie si affidano a noi riponendo la loro fiducia totale e totalizzante ed è con la stessa fiducia che noi operatori ci affidiamo l’uno all’altro, confrontandoci ed incontrandoci regolarmente, scambiandoci feedback, attenzionando e monitorando le situazioni più delicate, in completa sinergia. Il lavoro di squadra che si sostanzia nella “presa in carico integrata” ci ha consentito sino ad oggi di garantire servizi e risorse per aiutare ogni famiglia ad affrontare la malattia.”
L’efficacia del progetto risiede non solo nella capacità di offrire risposte puntuali e tempestive, ma anche nel modo in cui tali risposte sono state erogate, con prossimità, sensibilità e continuità, restituendo alle famiglie un senso di accompagnamento che va oltre il semplice servizio.
“FARO è stato come un faro vero: ci ha fatto luce quando tutto sembrava buio”. Queste le parole di una mamma che ha beneficiato del progetto F.A.R.O.
I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta rappresentano un nodo centrale nella presa in carico dei bambini e adolescenti con patologie oncologiche. Ma non sono soli: intorno a loro si sviluppa una rete più ampia fatta di professionisti sanitari, assistenti sociali, associazioni e operatori del terzo settore.
È proprio su questa rete che si concentra il nuovo ciclo di formazione online del progetto F.A.R.O. - Fuori dall’ospedale: Aiuto, Risorse e Orientamento, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.
Il primo appuntamento si terrà martedì 21 aprile 2026, dalle ore 10:00 alle 13:00 e sarà dedicato a temi centrali per l’accompagnamento delle famiglie:
Il corso è accreditato ECM ed è rivolto a:
medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, infermieri, psicologi, assistenti sociali e operatori del terzo settore che operano nell’ambito dell’oncologia pediatrica territoriale.
In un contesto in cui molte famiglie si spostano da altre regioni per accedere alle cure, rafforzare la connessione tra ospedale e territorio significa offrire un supporto più continuo, accessibile e umano.
Il ciclo formativo nasce proprio per questo: costruire una rete capace di orientare, sostenere e accompagnare le famiglie lungo tutto il percorso, anche fuori dall’ospedale.
👉 Iscriviti al webinar compilando il modulo: https://www.progettofaro.org/ciclo-formativo-come-orientare-le-famiglie-con-bambini-e-adolescenti-oncologici/
SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO
Con il primo anno del Progetto F.A.R.O. "Fuori dall’ospedale: Aiuto, Risorse e Orientamento per famiglie con bambini e adolescenti oncologici" Peter Pan ODV, AIMAC e Fondazione Soleterre hanno costruito una rete di prossimità capace di affiancare le famiglie dentro e fuori l’ospedale, garantendo ascolto, orientamento e sostegno concreto.
Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Fondo per l’assistenza dei bambini affetti da malattia oncologica, per attività di assistenza psicologica, o sanitaria in tutte le forme a favore dei bambini affetti da malattia oncologica e delle loro famiglie - Avviso 1/2025.
Nel solo primo anno, il progetto ha accompagnato 98 famiglie, realizzato oltre 200 colloqui psicologici, attivato navette solidali per più di 27.000 km e coordinato interventi personalizzati attraverso il Presidio territoriale. Una conferma del bisogno crescente di interventi capaci di connettere ospedale, territorio e Terzo Settore durante tutto il difficile percorso di cura, e anche dopo.
Da questa esperienza nasce F.A.R.O. 2025-2026, una nuova fase del progetto che rafforza la rete, amplia i servizi e punta a intercettare un numero sempre maggiore di famiglie.
Il partenariato si amplia e si rafforza. Accanto ai tre enti promotori Peter Pan ODV (capofila), AIMAC e Fondazione Soleterre, entrano nel progetto:
Collaborano inoltre gratuitamente:
Una rete ampia, capillare e competente che lavora per trasformare il modello sperimentale di F.A.R.O. in un sistema stabile di prossimità, capace di garantire continuità di cura, ascolto e orientamento alle famiglie lungo tutto il percorso.
Secondo il Rapporto annuale DEP Lazio 2024 (pubblicato febbraio 2025), nel Lazio si registrano circa 255 nuovi casi l’anno di tumori pediatrici, con un’incidenza di 24,8 casi ogni 100.000 residenti.
La Regione conta 910.000 bambini e adolescenti (ISTAT 2024) ed è la seconda base di popolazione infantile d’Italia. Roma, inoltre, accoglie oltre 200 pazienti in migrazione sanitaria da tutto il Centro-Sud.
In un territorio così complesso, molte famiglie, laziali e non, segnalano:
F.A.R.O. 2 nasce per rispondere in modo ancora più strutturato a questi bisogni, rafforzando la presa in carico globale e integrata.
Il nuovo progetto introduce interventi ampliati e servizi aggiuntivi:
Per favorire il recupero delle funzioni motorie direttamente a casa, evitando ulteriori spostamenti.
In presenza e online, spazi protetti per condividere emozioni, domande e strategie quotidiane.
Il servizio si estende a tutto il Lazio, raggiungendo anche chi vive lontano da Roma.
Momenti di natura, gioco e socialità per bambini, adolescenti e fratelli, con un impatto diretto sul benessere familiare.
Per orientarsi tra bonus, agevolazioni, pratiche fiscali e misure collegate alla malattia.
F.A.R.O. porta avanti tutte le azioni che hanno dimostrato efficacia nel primo anno:
Le famiglie possono richiedere gratuitamente i servizi F.A.R.O. tramite:
L’equipe multidisciplinare valuta ogni caso e costruisce con la famiglia un progetto di supporto personalizzato.
F.A.R.O. 2 non è semplicemente la prosecuzione di un progetto: è un passo decisivo verso un modello stabile e replicabile di presa in carico integrata, in cui ospedale, territorio e Terzo Settore collaborano in modo continuativo.
L’obiettivo è fare del Lazio un laboratorio virtuoso, capace di ispirare future politiche pubbliche e nuove progettualità a livello nazionale.
Per garantire trasparenza e piena operatività del progetto, sono disponibili i documenti ufficiali:
🎥 Guarda la testimonianza di mamma Chiara e del piccolo Damiano:
Il video racconta la storia di Damiano, un bambino di Roma che a soli sette mesi ha dovuto affrontare una diagnosi inaspettata: neuroblastoma metastatico.
“All’inizio pensavamo fosse colpa di un giochino,” racconta mamma Chiara. “Ma al Bambino Gesù ci hanno detto che c’era qualcosa dietro che stava spingendo. Nel giro di pochi giorni ci hanno dato la diagnosi. È stato uno shock, una cosa che non potevamo aspettarci.”
Da quel momento è iniziato un lungo periodo di cure, interventi e paure.
“Durante l’ospedalizzazione non vivi, sei fuori dal mondo. Tutte le forze sono concentrate h24 su come far star meglio il bambino.”
Dopo quattro cicli di chemioterapia e un intervento, Damiano ha potuto tornare a casa. Ma come racconta Chiara, “tornare a casa è bello, ma non è facile. Ci sono tante difficoltà, anche psicologiche, che non immagini finché non le vivi.”
È stato proprio lo psicologo dell’ospedale a parlarle del Progetto FARO, promosso da Peter Pan ODV e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
“Abbiamo contattato Sonia, la coordinatrice, che ci ha messo subito in contatto con la psicologa che ci segue ancora oggi. Poi ci ha spiegato tutti i servizi a cui potevamo accedere: il supporto psicologico, il trasporto da e verso l’ospedale, l’orientamento socio-giuridico. È stato come ritrovare un appoggio, qualcuno che ti accompagna passo dopo passo.”
Tra i tanti ricordi, Chiara ne custodisce uno con particolare affetto:
“Quando ci ha accompagnato un volontario, è stata una coccola. Ci siamo sentiti accolti, protetti. In quei momenti capisci quanto è importante non sentirsi soli.”
Il progetto, per lei, è stato una bussola.
“È utile sapere che basta alzare il telefono e c’è sempre qualcuno che una risposta te la sa dare. Il servizio di supporto burocratico ci ha aiutato a capire tutti i diritti di Damiano e le tutele che spettano anche a noi genitori. È un aiuto concreto, che ti alleggerisce un po’ il peso.”
Ma il cuore, dice, resta il sostegno psicologico:
“Ci aiuta a comprendere le nostre difficoltà, a sostenere Damiano e a lasciarci alle spalle la sofferenza che abbiamo passato. A guardare avanti, insieme.”
Oggi Damiano sta bene, e grazie al percorso costruito con Progetto FARO la sua famiglia ha ritrovato fiducia e serenità.
“Questo progetto ci ha aiutato a riprendere fiato e a ridare a nostro figlio la possibilità di crescere in mezzo agli altri bambini, con la leggerezza che merita.”
Scopri di più su come Progetto FARO continua ad accompagnare le famiglie con bambini malati di cancro, offrendo aiuto, risorse e orientamento sul territorio di Roma e del Lazio.