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Progetto Faro - Fuori dall'ospedale: Aiuto, Risorse e Orientamento per famiglie con bambini e adolescenti oncologici - Peter Pan ODV
6 Maggio 2026

Il valore di una rete integrata per le famiglie

Quando una famiglia riceve una diagnosi di tumore pediatrico, tutto cambia improvvisamente.
Le priorità si spostano, le giornate si riempiono di visite, terapie, spostamenti, domande. E molto spesso, insieme alla paura, arriva anche un senso profondo di smarrimento: a chi rivolgersi? Quali servizi esistono? Come orientarsi tra ospedale, territorio, diritti, supporto psicologico e bisogni pratici quotidiani?

È proprio in questo spazio di fragilità che il progetto F.A.R.O. costruisce ogni giorno qualcosa di concreto: una rete sempre più solida intorno alle famiglie.

Non un singolo servizio, ma un modello di accompagnamento integrato che mette in connessione competenze diverse: operatori sanitari, psicologi, professionisti socio-giuridici, volontari, realtà del terzo settore e strutture territoriali. Un lavoro condiviso che permette alle famiglie di non sentirsi sole nel difficile percorso di cura e di trovare risposte personalizzate ai bisogni che emergono dentro e fuori dall’ospedale.

Grazie al lavoro congiunto di Peter Pan ODV, AIMAC, Fondazione Soleterre, Associazione Irene ODV, Dynamo Camp e alla collaborazione con ospedali, ASL e servizi territoriali, F.A.R.O. accompagna le famiglie dall’inizio delle terapie fino al rientro alla quotidianità, costruendo percorsi su misura fatti di ascolto, orientamento e supporto concreto. Un sistema di continuità assistenziale che guarda alla famiglia nella sua interezza e aiuta ogni nucleo ad attivare le risorse giuste nel momento giusto.

A raccontare cosa significa, nella pratica quotidiana, lavorare dentro questa rete è Sonia, coordinatrice del presidio fin dall’inizio del progetto.

“Quello che proviamo a fare nel quotidiano è garantire alle famiglie una continuità assistenziale tra ospedale e territorio, per contrastare l’isolamento del nucleo familiare in conseguenza della diagnosi di malattia tumorale e lo facciamo accompagnando la famiglia nell’intero percorso, dagli esordi della malattia sino al “rientro” alla normalità.

Ogni famiglia richiede un approccio differente e manifesta bisogni differenti e complessi anche in base al diverso contesto che lo contraddistingue, sia dal punto di vista sanitario, sociale ed economico.

E proprio per il diversificarsi di situazioni, contesti e bisogni, è stato sin da subito per noi operatori necessario creare una “rete”, perché il confronto fortifica, perché solo mettendo insieme le diverse competenze è possibile contribuire ad alleviare e/o risolvere problemi, perché grazie alla centralità e alla solidità delle connessioni tra professionisti, siamo in grado di strutturare il modello che realizza la presa in carico della famiglia a 360°.”

Le famiglie seguite da Sonia e dal team del presidio, parlano di una presenza “concreta, empatica e vicina”. Molti genitori hanno raccontato di essersi sentiti “accolti e accompagnati passo dopo passo”, confermando la capacità del progetto di attivare diversi punti di ingresso e di intercettare bisogni eterogenei grazie alle diverse competenze integrate messe a disposizione.

La maggior parte delle famiglie che richiedono i servizi offerti dal progetto F.A.R.O. sono indirizzate dagli operatori ospedalieri. La relazione tra questi ultimi e i professionisti del progetto costituisce il motore del cambiamento: un approccio basato su competenza, fiducia reciproca e comunicazione costante, che permette di adattare l’offerta di supporto ai bisogni reali e mutevoli dei beneficiari

Continua Sonia: “Ritengo che il detto per cui “l’unione fa la forza” sia nel nostro lavoro più che mai vero e soprattutto necessario. Mi sento di dire che si è creata un’alleanza e un’affinità elettiva tra tutti i professionisti coinvolti nel Progetto, parliamo la stessa lingua ed abbiamo lo stesso scopo: individuare e comprendere i bisogni e le esigenze di ogni famiglia e accompagnarla nel percorso di cura. Le famiglie si affidano a noi riponendo la loro fiducia totale e totalizzante ed è con la stessa fiducia che noi operatori ci affidiamo l’uno all’altro, confrontandoci ed incontrandoci regolarmente, scambiandoci feedback, attenzionando e monitorando le situazioni più delicate, in completa sinergia. Il lavoro di squadra che si sostanzia nella “presa in carico integrata” ci ha consentito sino ad oggi di garantire servizi e risorse per aiutare ogni famiglia ad affrontare la malattia.”

L’efficacia del progetto risiede non solo nella capacità di offrire risposte puntuali e tempestive, ma anche nel modo in cui tali risposte sono state erogate, con prossimità, sensibilità e continuità, restituendo alle famiglie un senso di accompagnamento che va oltre il semplice servizio.

FARO è stato come un faro vero: ci ha fatto luce quando tutto sembrava buio”. Queste le parole di una mamma che ha beneficiato del progetto F.A.R.O.

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